Il guinzaglio non è uno strumento correttivo, ma è una specie di “cintura di sicurezza”.
Secondo la legge il laccio non deve essere lungo più di un metro e mezzo (questa è ritenuta la distanza di sicurezza), se il vostro è più lungo in luoghi affollati è meglio accorciarlo.

Quanti padroni si vedono in giro trascinati dai loro cani, con il guinzaglio sempre teso!

Ma perché il cane tira?


Vuole raggiungere un obiettivo, ma soprattutto pensa che è quello che vogliamo da lui, pensiamo ai cani da slitta. Per il cane l’attività del traino è spontanea e piacevole, si insegna il traino ai cuccioli facendo resistenza. Quando noi tiriamo il guinzaglio il cane subisce uno sbilanciamento e per riportarsi in equilibrio tirerà in avanti con molta forza. Il nostro cane fa resistenza, è la legge della dinamica: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Questo è quello che succede quando noi tiriamo indietro il guinzaglio sperando di rallentare.
“Non sto tirando abbastanza forte, ora gli faccio vedere io….” e questo diventa un gioco per il nostro cane, a cui piace tirare, ed un incubo per noi.

Quando ci rendiamo conto che il tira e molla con il nostro cane non funziona (e non funzionerà mai)  spesso passiamo agli urli, alle guinzagliate e forse anche ai calci nel fondo schiena. La conseguenza è che il cane vivrà il momento della passeggiata come un incubo perché potrebbe essere sgridato o menato quindi cercherà di stare più lontano possibile da noi e aumenterà la forza con cui tirerà per allontanarsi.

Ci sono anche delle razze o tipologie molto attive e dinamiche. Se, li portiamo fuori tre volte al giorno per dieci minuti solo per fare pipi il cane accumulerà una tale dose di energia repressa  da doverla sfogare cercando di correre quando è al guinzaglio. Se la passeggiata è per il nostro cane, non serve avere fretta.

I cuccioli vogliono e devono conoscere tutto ciò che li circonda. Con il muso a terra, con le zampe e con la bocca “assaggiano” la realtà. I cani, come i bambini, attraversano una fase orale.
Inibire questa conoscenza, tirando il cane con il guinzaglio, porta il cucciolo a prevenire il divieto, buttandosi letteralmente sull’oggetto del suo interesse: la passeggiata diventa quindi una gara a chi arriva prima o viene tolto prima da un odore, un oggetto, una persona..

Se impediamo al cane di odorare e non gli permettiamo mai dei momenti di libertà, il guinzaglio sarà un limite da superare.   

Ci sono anche cani che hanno difficoltà a vivere in città: rumori e confusione li impauriscono e cercano quindi di scappare tirando il guinzaglio.

Il nostro cane deve imparare a passeggiare con il guinzaglio, noi dobbiamo capire come funziona.

Il collare a strozzo non è la soluzione al problema del cane che tira.
È naturale che il cane vada più veloce di noi, ha quattro zampe! Noi dobbiamo insegnargli ad andare più piano.
È altrettanto normale che il cane fiuti, si fermi, si sposti a destra e a sinistra, annusi una pipì, è un modo per entrare in contatto con il suo mondo (le urine sono i biglietti da visita dei cani); diamogli  tempo: siamo noi ad andare diritti senza nemmeno guardarci intorno e vorremmo che anche lui facesse altrettanto.

Il guinzaglio ideale è lungo, da poter accorciare in luoghi affollati, ma non quelli allungabili, restano sempre tesi e questo stimola il cane ad andare sempre più veloce.
Il guinzaglio deve essere sempre morbido, non deve tendersi.

Indispensabili sono coerenza, costanza e frequenza della passeggiata: è ovvio che se portiamo a spasso il cane solo nel fine settimana tirerà, va portato a passeggio almeno tre volte al giorno, indipendentemente da dove vive (anche se sta in giardino) e va portato tutti i giorni, anche quando piove! Meglio variare sempre un po’ il percorso e anche la durata della passeggiata.
La passeggiata deve essere un momento di gioia e svago e dev’essere dedicata a lui, non bisogna aver fretta: se annusa lasciamolo fare, niente strattoni. L’ obbiettivo è avere un cane calmo e rilassato perché così è più facile che ci ascolti e che cammini più lentamente al nostro fianco.
Quando camminiamo il guinzaglio non deve tendersi, in caso contrario ci fermiamo, senza strattonare il cane, aspettiamo che ci guardi (tutto il tempo che ci vuole) che torni indietro, si rilassi e ripartiamo. Si riprende la passeggiata solo quando il guinzaglio è morbido e quindi il cane vicino a noi.
Prima di ripartire si può premiare con un bravo o con bocconcino.
È importante fermarsi ogni volta che il cane tira e ripetere sempre la stessa gestualità.
Bisogna inoltre, dare indicazioni al nostro cane: andiamo, vieni, fermo, di qua; le indicazioni devono essere accompagnate dal movimento corrispondente della mano, questi segnali sono necessari per comunicargli le nostre intenzioni.

Susanna Mottini
Operatrice di Canile

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